Sapete chi fu tra i primi poeti a rivolgersi all'Amore come fosse una "persona"?
Fu il nostro grande letterato, scrittore e animo nobile Francesco Petrarca. Stilnovista, innamorato perso della sua Laura, molto meno "angelica" di Beatrice, l'Amore di Dante Alighieri, un amore molto più spirituale e divino (vuoi anche il periodo medievale in cui Dio era proprio al centro di tutto), rispetto all'Amore che il Petrarca provata per Laura: donna terrena e non "donna angelo", di cui s'innamorò, uno di quegli amori che risvegliano i sensi (come è giusto che sia), un amore che lo "stravolse" ma che ispirò molte delle sue opere.
Petrarca e Laura sono stati contemporanei nel Trecento, ma non è mai stata confermata una relazione romantica tra i due. Infatti, il loro rapporto è rimasto principalmente di tipo spirituale e intellettuale. Laura è stata ispiratrice delle poesie di Petrarca, che l'ha idealizzata come simbolo della bellezza e della perfezione. Anche se non è chiaro se Laura abbia mai saputo dell'affetto di Petrarca per lei, è certo che la sua figura abbia avuto un impatto significativo sulla poesia e sulla cultura dell'epoca.
Laura, l'amata di Petrarca era sposata?
Sì, Laura era sposata con un uomo di nome Hugues de Sade, il che rendeva la loro relazione impossibile. La passione di Petrarca per Laura fu comunque una grande fonte d'ispirazione per la sua poesia, in particolare per la sua opera più famosa, il Canzoniere. Sebbene la loro relazione non fosse mai stata consumata, Petrarca rimase devoto a Laura per tutta la vita. Dopo la morte di Laura nel 1348, Petrarca la idealizzò come una figura quasi divina e continuò a scrivere poesie su di lei fino alla fine della sua vita.
"Solo con un pensiero ch'è in me s'acqueta / il furor dell'anima che tutto occupa; / e se non vien la pace in questo petto, / non so 'l mio ben, se non ch'è cosa sciocca." (Canzoniere, Rima 1)
che parafrasando vuol dire:
"Un solo pensiero mi tormenta e alimenta l'ardore che pervade l'anima intera. Se non trovo pace in questo cuore inquieto, non riesco a distinguere il mio amore da una sciocca illusione."
Petrarca, come un uomo del suo tempo, un tempo in cui l'essere umano si collocava al centro dell'universo (siamo appunto nel periodo chiamato Umanesimo), viveva combattendo i suoi stati d'animo e l'ossessione amorosa per Laura, purificandosi attraverso la poesia.
Ve lo dico spesso: la poesia, non solo è una forma di comunicazione creativa, ma è anche, psicologicamente parlando, una forma di riparazione. Petrarca si "aggiustava" l'animo, ammettendo a sé stesso la sua fragilità e la fragilità di tutti gli essere umani.
Io credo molto in questa forma di "autoguarigione", è una vita che curo le cicatrici che lasciano in me le mie emozioni, spesso molto amplificate dal mio animo molto (appunto) sensibile.
Per questo e altri motivi, ho intitolato la mia seconda pubblicazione, "Pillole di poesia per superare i miei limiti", acquistatelo, leggetelo, regalatelo soprattutto, regalare un libro è un gesto di grande nobiltà d'animo.
"Leggetemi come fossi un consiglio, un sorso di caffè, una ventata di leggerezza"
Tratto da Pillole di poesia di Fabia Muscariello
