Come imparare a sfogarsi scrivendo

"Ognununo conosce sè stesso" è con questa frase che mi siedo qui in mezzo a voi, immaginando un pubblico che apprezzi il messaggio che vorrei portare con questo blog.

Scrivere è per me "riparazione", non per tutti, a volte si può raccontare (a sé stessi o a qualcuno) uno o più episodi autobiografici, è comunque una "rielaborazione" dei fatti. 

Quando ad esempio si parla con un terapeuta, lo si fa proprio con l'intento di "verbalizzare" (così dice la psicologa che mi segue) un accaduto a cui sono attaccate emozioni, emozioni attorcigliate a mille cose, dietro una nebbia fitta che fa sentire a disagio.

Sta di fatto che personalmente, per rielaborare, per verbalizzare, per riparare i traumi (S, M, L, XL ecc.) e le sofferenze, uso la scrittura. 

Ecco che ho deciso di scrivervi qulche consiglio che possa migliorare la qualità di alcuni momenti e velocizzando la "guarigione". 


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Perché scrivere fa bene?





Scrivere fa bene perché si può liberare un pensiero per evitare che diventi un "tarlo". 
Può essere un esercizio e si può farlo diventare un'abitudine. 

Si possono sbrogliare matasse, liberare anche i propri sentimenti, ma anche più semplicemente organizzando la giornata, insomma, deve diventare un mezzo per migliorare senza diventare una forzatura. 

Provare a farlo potrebbe essere un tentativo che potrebbe stupirci. Volete sapere come? Ve lo spiego subito! 



Diario












Tenere un diario che sia un'agenda, anche sullo smartphone, o un piccolo quaderno, non fa differenza: l'obiettivo è scrivere anche solo 5 minuti al giorno. 

Ad esempio se ci sentiamo arrabbiati o particolarmente emozionati, scrivere ha effetti positivi:

  • allenta la tensione
  • aumenta la consapevolezza 
  • libera la mente

Abbiamo avuto una brutta giornata a lavoro, un'incomprensione con un collega, con un amico/a, con il partner, figli, parenti? Ci pensiamo tutto il giorno? Schiarirsi le idee mettendo "nero su bianco" ci farà vedere in maniera più oggettiva l'accaduto. 


Poesie




 

Sai che vorrei? 
Vorrei preoccuparmi in maniera più equilibrata. Essere meno ostinata. Parlare meno, parlare quando non sono d'accordo, agire di più, avere più "carattere". 
Non vorrei sentire sempre i pensieri ruminare. Imparare a stare in pace anche quando sono da sola (troppo spesso)... Vincere sulle mie paure, saper lasciare andare quello che non posso cambiare. 
Imparare a cogliere meglio la realtà, camminare a testa alta e smettere di sentirmi un fantasma.
Vorrei avere più presenza ma non perché ho bisogno di aiuto, perché ho bisogno d'amore ogni giorno.


Ecco questa è una mia poesia, fresca fresca di stasera. Ho buttato giù pensieri del mio stato d'animo e ho sentito un grande sollievo. 

Fatelo anche voi, provate! 



Lettere




Provate a scrivere una lettera, immaginando di rivolgervi a qualcuno/a a cui vorreste spiegare cosa provate, come vi sentite. Tirate fuori tutto, siate il più sinceri possibile, vedrete che vi sentirete allegeriti.

All'inizio potrebbe sembrarvi "innaturale" perché ci vuole un piccolo sforzo: guardare la realtà all'inizio può sembrare anche doloroso, ma ammetterete a voi stessi ogni verità. 

Può restare una simulazione o magari potreste davvero farla recapitare al mittente! 

Se volete leggere qualcosa in più delle me acquistate "Pillole di poesia per superare i miei limiti" 

Grazie per l'attenzione 

Fabia Muscariello 


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